Debora | 29 gennaio 2017 | assistente virtuale,interviste

Il commercialista e l’assistente virtuale

Quali sono gli aspetti fiscali da seguire per diventare assistente virtuale?

La professione di assistente virtuale si sta diffondendo sempre di più grazie al mondo digitale e alla possibilità di lavorare da qualsiasi posto che abbia una buona connessione.
La collaborazione che avviene tra cliente e assistente virtuale è già molto diffusa all’estero, in Italia sta prendendo piede negli ultimi anni. Da un lato ci sono sempre più persone interessate a intraprendere questa professione e dall’altro aumentano imprenditori, startupper, liberi professionisti, artisti o artigiani che trovano vantaggioso delegare delle attività.

Ci sono degli aspetti da tenere sicuramente in considerazione, oltre al continuo aggiornamento delle competenze che variano da persona a persona c’è la difficoltà di scontrarsi con chi ancora non ha la visione del lavoro da remoto. I clienti non cadono dal cielo ed è necessario pensare a tutti gli aspetti legati allo sviluppo dell’attività, dalla promozione alla fatturazione.
Quando una persona inizia questo percorso si troverà sommersa da domande e dubbi soprattutto per sapere quali siano i primi passi da fare e quali aspetti andranno gestiti.

il commercialista e l'assistente virtuale

Per fare un po’ di chiarezza cerchiamo di affrontare la parte fiscale e, per una professione online come questa, la persona più adatta a dare tutte le risposte è sicuramente un commercialista che lavora appunto online. Riportiamo quindi le domande di base che l’aspirante assistente virtuale potrebbe porsi per capire come avviare questa professione. Per le risposte ho chiesto aiuto al commercialista Giampiero Teresi, specializzato sul regime forfettario e autore del sito www.regime-forfettario.it.

Come viene inquadrata la professione di assistente virtuale?

La professione di Assistente Virtuale viene inquadrata tra la categoria dei Professionisti. Nello specifico fa parte di quei Professionisti senza un albo di riferimento e quindi ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione Separata dell’INPS.

Quali sono i regimi fiscali più adatti e con quali condizioni?

In questo momento il Regime fiscale più vantaggioso è il Regime Forfettario. Questo Regime ha sostituito il vecchio Regime dei Minimi e ha molti punti in comune con il suo predecessore. Innanzitutto non ha IVA e ha una tassazione agevolata (il 5% per i primi 5 anni, 15% dal sesto anno in poi). Ha anche delle semplificazioni contabili non indifferenti, ad esempio non ha l’obbligo della registrazione delle fatture o dell’invio degli studi di settore.

Quali sono i passaggi richiesti?

È necessaria innanzitutto l’apertura della Partita IVA. Nell’apposita modulistica (modello AA9/12) è necessaria la scelta di una sede fiscale (che in assenza di un ufficio può essere anche la propria residenza). È necessaria anche la scelta del Regime Fiscale e di un Codice Ateco rappresentativo dell’attività svolta.
Poi bisogna iscriversi alla Gestione Separata dell’INPS. Un altro obbligo (il più importante) è la presentazione annuale della propria Dichiarazione dei Redditi con il modello UNICO.

Quanto tempo ci vuole per aprire la partita IVA?

Nel caso di attività Professionali, come quella dell’Assistente Virtuale, l’apertura della Partita IVA è immediata. C’è la possibilità di aprire la propria partita IVA in modo retroattivo fino a 30 giorni prima.

Quali sono i costi iniziali?

Nel caso di attività Professionali l’apertura della Partita IVA è gratuita. Nel caso invece di commercianti o artigiani, questa ha un costo di circa 300,00 euro.

i conti del commercista

Cos’è il codice ATECO?

Il Codice Ateco è una tipologia di classificazione adottata dall’ISTAT che determina tutte le tipologie di attività economiche che esistono.

Le fatture saranno esenti IVA?

Solo all’interno del Regime Forfettario le fatture saranno esenti IVA. Saranno inoltre esenti da Ritenuta d’Acconto. Negli altri Regimi fiscali invece (Regime Semplificato o Regime Ordinario) nelle fatture sarà presente l’IVA e la Ritenuta d’Acconto.

Se sono dipendente posso aprire la partita iva?

Sì, se sei dipendente potrai aprire la Partita IVA. Per aderire al Regime Forfettario però bisogna rispettare dei requisiti. Uno di questi è non aver fatturato o non aver percepito redditi lordi da Lavoro dipendente o assimilati (ad esempio pensione) superiori a 30.000 euro nell’anno precedente.

Quando non è necessario aprire la partita iva?

Non è necessario aprire la Partita IVA quando il proprio lavoro viene svolto in modo occasionale, cioè al massimo un paio di volte l’anno. Anche in questo caso però è obbligatorio inviare la propria Dichiarazione dei Redditi con il Modello Unico.

Quando si pagano le prime tasse?

Se l’Assistente Virtuale dovesse aprire la propria partita IVA nel 2017, pagherà le prime tasse un anno dopo. Infatti concluderà l’anno fiscale il 31 dicembre e avrà dunque l’obbligo di inviare la propria Dichiarazione Fiscale con il modello UNICO a Giugno del 2018. Dall’invio della Dichiarazione verranno calcolati i Contributi Previdenziali (INPS) e l’Imposta Sostitutiva (IRPEF). Entrambi potranno essere dilazionati fino a 5 rate fino a Novembre 2018.

Per la posizione assicurativa INPS come funziona?

L’Assistente Virtuale ha l’obbligo, con l’apertura della Partita IVA, all’iscrizione alla Gestione Separata dell’INPS. Pagherà quindi i propri Contributi Previdenziali in percentuale sul proprio fatturato senza quindi nessun costo fisso. Nello specifico, la percentuale di Contributi Previdenziali sarà pari al 25,72% (nel 2016 era del 27,72%).
Questa percentuale verrà calcolata non sul totale fatturato, ma solo sul Reddito netto (fatturato – costi).

Abbiamo riportato le informazioni iniziali per conoscere gli aspetti fiscali che meglio si adattano alla professione di assistente virtuale. Per altre domande Giampiero Teresi è a disposizione per approfondire l’argomento.