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Un anno e poco più.

Il 29 giugno del 2021 abbiamo aperto la porta della casa di Cornalba, in Val Serina (non c’era ancora l’acqua calda, ma questa è un’altra storia…).

Per festeggiare l’anniversario della casa e il compleanno del Compa siamo andati – per mantenere quella solita coerenza nelle scelte che facciamo – sulle Dolomiti ovviamente 😃

È arrivata anche la fibra come regalo molto gradito (qui avevo parlato del trasferimento).

Ma dicevamo, un anno e poco più.

Ho litigato con la stufa a legna, lottato contro gli afidi affinché lasciassero in pace le piante, stretto una solida amicizia con il tagliaerba, tenuto sotto controllo il composter come non si perde di vista una torta in forno.

Conosco tutti i corrieri, tengo a bada Celestino e cammino, cammino e cammino. E poi le mucche, le capre, i caprioli. Come le volpi, i tassi e gli alpaca. Ritmi diversi, orari diversi.

Ho sviluppato una forte curiosità verso il mondo della legna, mondo a me sconosciuto fino allo scorso anno. E sto cercando di saperne di più sull’argomento per avvicinarmi alla psicologia di Gemma (la stufa).

Mi sta aiutando in questo intento il libro Norwegian wood: Il metodo scandinavo per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna, di Lars Mytting.

Un testo che ha fatto il giro del mondo, con oltre mezzo milione di copie.

«Norwegian Wood è un saggio e un racconto antropologico insieme, una vera e propria lezione di vita.»

Non è un elogio della legna, ma è pieno di numeri, dati, statistiche, confronti, analisi dettagliate.

La cosa che mi ha sorpreso di questo libro è che ci sono un sacco di punti in comune con il mio lavoro. Questa cosa è pazzesca!

Quando, ad esempio, mi chiedono quali siano i primi passi per delegare, di solito parto da quello che si dovrebbe evitare di fare.

Molte persone aspettano di essere completamente sommerse dalle scadenze o dai picchi improvvisi di lavoro per iniziare a cercare una figura che possa essere di aiuto.

Ma se abbiamo incasinato così tanto il nostro tempo, vuol dire non avere nemmeno spazio per:

  • pensare;
  • riflettere su cosa fare;
  • prendere decisioni ponderate e utili.

Ecco che cerchiamo di delegare in fretta con il sogno di liberarci al più presto del carico accumulato. Ma… c’è il momento a-ha! e qui le aspettative unite al nostro caos si trasformano in un inganno.

In molti casi, questo tipo di delega non funziona.

Non abbiamo scelto la persona indicata, non abbiamo avuto il tempo di spiegare le nostre aspettative e siamo vittime della delega boomerang che ci porta a rifare le attività svolte da qualcun altro.

A volte si perde solo tempo, a volte si mette una brutta X sul tema delega (“per me è no”, cit.).

La stessa cosa avviene con la legna perché non possiamo pensare di prepararla in pieno inverno, quando ne abbiamo più bisogno. Dobbiamo prepararci prima e avere la possibilità di scegliere ciò che davvero ci serve.

La fretta non va d’accordo con la delega, soprattutto se siamo alle prime esperienze.

«La legna si acquista in aprile-maggio, perché non è ancora stagionata, così la si può essiccare a piacimento, il prezzo è più basso e la disponibilità sul mercato è maggiore.»

Ho scoperto che la lingua norvegese ha molti antichi modi di dire legati al fuoco, per esempio far fuoco per la cornacchia vuol dire sprecare, sciupare qualcosa.

Nella gestione del tempo significa sprecare i nostri momenti migliori per delle attività che non ci fanno fare dei passi in avanti verso il completamento dei progetti o degli obiettivi da raggiungere. Significa rimandare cose importanti, perdendosi sulle ultime attività o richieste che arrivano, vittime in questo caso della finta urgenza.

Leggere dati e numeri sulla legna mi aiuta a evitare di cadere nella trappola delle false credenze o dei pregiudizi che non si basano sulla conoscenza reale. E che tanto fanno male al nostro lavoro.

Sapete qual è il Paese che detiene il record mondiale di consumo di legna?

Nella mia ignoranza, avrei detto un Paese scandinavo oppure del Nord America.

E, invece, è il Bhutan.

«Il consumo annuo di legna in Norvegia rappresenta solo il 12% della ricrescita media annua degli alberi, e meno dello 0,5% dell’intero volume delle foreste norvegesi. E qui sarebbe opportuno ampliare un poco la prospettiva, perché il record mondiale del consumo di legna non appartiene a noi scandinavi sciatori in giaccone imbottito, e neppure agli impellicciati siberiani, bensì al piccolo Bhutan: 850 kg pro capite. Laggiù, la legna fornisce il 90% dell’energia utilizzata per il riscaldamento e per la cottura dei cibi, e nelle campagne il consumo sale a 1250 kg pro capite. Di fatto, i bhutanesi abbattono tutta la crescita annua delle loro foreste, e questo costituisce un problema ecologico e anche sociale, dal momento che la nazione continua a traballare sull’orlo della crisi della legna.»

Anche conoscere la storia è importante per quello che facciamo.

Ci sono immagini che non avevo mai considerato e guardarsi indietro è quell’abitudine che ci aiuta a trovare nuove idee. Cerchiamo sempre la novità e spesso ci dimentichiamo del percorso già fatto.

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Non c’è fuoco senza fumo.

O, per riprendere un detto siciliano, chi mangia il pane fa le briciole.

È impossibile mettersi a fare qualcosa e pensare che vada tutto bene. Ma… l’organizzazione ci aiuta a ritornare in pista e a emettere meno fumo possibile.

Dobbiamo allenare anche la capacità di sfoltire. Tagliare i rami secchi è abbastanza facile… sono secchi appunto… Ma dobbiamo saper riconoscere e tagliare alcuni di quelli che potenzialmente potrebbero ancora fiorire. E, al contrario, essere in grado di favorire la ricrescita in altre aree. È un ciclo.

Pensate anche alla possibilità di mantenere qualcosa che è secco…

«In Norvegia, per esempio, è prassi comune lasciare intatti gli abeti e pini morti, perché sono l’habitat ideale per gli insetti che mantengono l’equilibrio dell’ecosistema.»

Scegliamo ciò che ci fa stare bene, non quello che è più ambito:

«Per i boscaioli, è raro che l’albero più ambito sia quello più grosso.»

Come? Con la giusta dose di prudenza.

«La prudenza è una virtù che serve anche all’impiegato d’ufficio, ma più ancora a chi maneggia una motosega.»

La prudenza è quella cosa che ci porta piano piano verso l’esperienza. Ed è quando abbiamo l’esperienza che siamo davvero in grado di svolgere un lavoro, grazie al processo di maturazione che abbiamo attraversato.

«Il tagliaboschi che rispetta le leggi della natura e delle stagioni viene ricompensato con generosità.»

Senza dimenticare gli strumenti e, per sceglierli, dobbiamo riconoscere le caratteristiche principali.

«I Sámi della Lapponia svedese, quando devono accendere un falò sulla neve alta, usano come base alcuni pini appena abbattuti, proprio perché sono praticamente ignifughi, e impediscono che il calore sciolga la neve facendo sprofondare il falò nel corso della notte.»

E, infine, l’arte di fare qualcosa di manuale, soprattutto se passiamo tutto il giorno davanti al computer.

Ovvio che non dobbiamo metterci a spaccare legna… ma trovare quella cosa che ci aiuti a metterci in moto, che ci faccia sentire bene.

«Nella vita quotidiana ci sono fin troppi intralci che ci rovinano la giornata. Magari, dopo una riunione, rimugino su tutte le cose che avrei potuto dire. Ma quando spacco ciocchi non rimugino proprio su niente. Non sono mai tanto spensierato come quando lavoro con la legna.»

L’inverno arriva ogni anno.

Prepariamoci per tempo.