Debora | 10 Agosto 2019 | produttività

Perché staccare dalla tecnologia in vacanza è inutile

Quando è giusto fare una vacanza digital detox e come può aiutarci nella vita di tutti i giorni?

Mi capita spesso che mi chiedano pareri su come e per quanto tempo staccare dalla tecnologia in vacanza.

C’è chi lo fa completamente, chi rallenta solo un po’ e chi invece continua a lavorare nei ritagli di tempo.

Ma qualsiasi strada si scelga, non porterà nessun vantaggio se non si ha la giusta consapevolezza.

Se per tutto l’anno si è “vittime” della tecnologia, due o tre settimane non serviranno a niente se non ad autoingannarsi per un breve periodo di tempo.

A volte leggo dei post di persone che decidono di trascorrere dei periodi di tempo più o meno lunghi senza cellulare. La cosa buffa è che prima di iniziare e subito dopo essere rientrate lo scrivono su Facebook come se non vedessero l’ora di farlo.

E mi chiedo… “Ma se come prima cosa, al mio rientro, sento la necessità di tornare esattamente al punto di partenza, a cosa mi è servito staccare se non a crearmi l’illusione di essere padrona dello smartphone?”

Ognuno di noi ha bisogno di staccare periodicamente, ma non c’è una ricetta che vada bene per tutti.

Amo la tecnologia e in tutti questi anni mi ha permesso di fare tantissime cose, pur con tutti gli aspetti negativi che presenta e che sono sotto gli occhi di tutti. Ma da quando ho iniziato a lavorare, non ho mai sentito la necessità di togliermela di dosso.

Io stacco tutti i giorni, ogni giorno dell’anno. Passo dalla natura alla tecnologia per rituffarmi nella natura. Il mio nulla-natura è ricchissimo ed è fatto principalmente da passeggiate in mezzo a boschi, campi o parchi. Mi piace osservare come cambia il paesaggio nel corso dell’anno, il secco dell’estate, i colori dell’autunno, a volte il bianco dell’inverno e la rinascita della primavera.

Ci sono momenti che fotografo più spesso, di altri invece non lascio traccia perché non seguo ricette preconfezionate ma baso tutto, nel bene e nel male, sulla mia sensazione di pancia.

Hai presente il film I sogni segreti di Walter Mitty?

C’è una scena spettacolare in cui il protagonista del film raggiunge il fotografo Sean o’Connel, interpretato dal favoloso Sean Penn.

Il fotografo si trova sull’Himalaya ed è fermo in cima al mondo con la sua attrezzatura pronto per scovare e fotografare il leopardo delle nevi che segue da diverso tempo.

E quando finalmente il leopardo arriva ed è al centro dell’inquadratura, Sean non scatta ma si gode il momento così com’è.

“Certe volte non scatto. Se mi piace il momento. Piace a me. A me soltanto. Non amo avere la distrazione dell’obiettivo. Voglio solo restarci. Dentro.”

 

Ecco, per me questo vuol dire staccare dal flusso della vita per restare dentro al momento che si vuole vivere senza seguire le 10 regole d’oro per una perfetta vacanza detox.

E soprattutto senza la necessità di aspettare le vacanze quando per il resto delle settimane non si riesce nemmeno a rallentare un attimo.

Che senso ha?

Davvero due settimane possono sistemare un anno intero? Davvero nelle due settimane centrali di agosto si pensa di poter rivoluzionare la propria vita quando dopo appena una settimana dal rientro non ci si ricorda nemmeno dove si è andati in vacanza?

Ovvio che sto generalizzando, ci sono persone che davvero sentono di fare questi periodi di stacco completo e lo fanno con criterio.

Ma il fine non deve essere quello di ambire alla salvezza delle ferie per staccare, magari sentendosi male per tutto l’anno rimanendo in balia degli eventi e aspettando il miracolo di agosto.

Se si arriva al punto di non sopportare più né cellulari né computer è perché durante l’anno si è perso il controllo e per riprenderlo è fondamentale intraprendere una ricerca continua e costante dell’equilibrio tra vita professionale e vita privata, tecnologia compresa. Tutto l’anno.

Se quello che ti disturba sono le continue “intrusioni” di messaggi e di chiamate, ci sono diversi modi per educare queste interazioni.

Io non voglio essere vittima degli altri, se rispondo è perché voglio rispondere, non perché devo farlo.

È fondamentale questo passaggio perché quello che dà fastidio può essere risolto e non deve diventare qualcosa da sistemare durante le ferie.

Non funziona così.

Quante volte avrai detto: “Adesso spengo il telefono per due settimane e non rispondo più a nessuno!”.

Magari riesci a farlo o magari continui a portare il pensiero alle cose rimaste aperte, ma poi quando riprendi la routine?

Se non cambi mentalità e se non metti in atto tutto l’anno azioni per correggere quello che ti dà fastidio, dopo due settimane sarai al punto di partenza con la sensazione di aver fatto le vacanze tanto tanto tempo fa, quando in realtà hai ripreso a lavorare da pochi giorni.

Il problema non è decidere di staccare o meno, ma è credere che basti questo per risolvere fastidi che vanno avanti ogni giorno.

In queste vacanze pensa a cosa potresti fare ogni giorno per migliorare il tuo modo di lavorare e la qualità della tua vita.

Quali sono le cose che ti danno più noia?
Cosa non sopporti?
Cosa ti dà fastidio della tecnologia e cosa puoi fare per risolvere gli aspetti negativi?

Solo dopo aver affrontato questi punti nel quotidiano, potrai anche decidere di staccare completamente, ma lo farai con una consapevolezza molto diversa, non da pronto intervento ma da relax vero e puro.

Sarà uno stacco reale, la tua dose di nulla, voluta e sentita. Sarà solo tua.

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Autore: Debora Montoli – Sono una “studentessa” di lungo corso in apprendimento continuo. Amo condividere quello che scopro e amo vedere le persone che migliorano il proprio modo di lavorare. E sono anche un’assistente virtuale.